Alle 17 di oggi riapre al traffico il Traforo del Monte Bianco dopo una lunga chiusura che, nelle scorse settimane, ha messo sotto forte pressione la viabilità del Nord-Ovest e in particolare il trasporto merci su gomma. L’interruzione del principale collegamento tra Italia e Francia ha infatti costretto migliaia di mezzi pesanti a riversarsi al traforo del Frejus e sull’asse di Ventimiglia, con intasamenti e code sulla tangenziale di Torino, sulla A32 del Frejus e sulle autostrade dirette verso la Liguria. Secondo le stime, durante il periodo di chiusura tra i 1.000 e i 1.500 camion al giorno sono stati deviati sul Frejus, con un incremento complessivo di decine di migliaia di veicoli pesanti nel corso dei mesi autunnali.
Un volume che ha superato la capacità ordinaria dell’infrastruttura, generando code, rallentamenti e un aumento dei costi logistici per le imprese di trasporto e per l’intero sistema produttivo piemontese. Una situazione definita “insostenibile” da Enzo Pompilio D’Alicandro, presidente di FAI Torino e Vice presidente FAI nazionale con delega all’intermodalità, che sottolinea come la riapertura del Monte Bianco non risolva un problema strutturale destinato a ripresentarsi anche nei prossimi anni.
“Il Nord-Ovest – spiega – paga l’assenza di una strategia logistica stabile. Ogni chiusura programmata o imprevista dei valichi alpini si traduce in isolamento economico, congestione urbana e perdita di competitività per le imprese e non solo del comparto del trasporto e della logistica”. Secondo Pompilio D’Alicandro, il nodo non è solo infrastrutturale ma anche politico: “Serve una visione di lungo periodo che integri strada e ferrovia. Senza il pieno rilancio dell’autostrada ferroviaria alpina e senza alternative operative per il trasporto combinato, il Piemonte continuerà a subire le conseguenze di scelte frammentarie”.
In questo quadro, la riapertura del Monte Bianco rappresenta un sollievo immediato, “un pannicello caldo” ma non una soluzione definitiva a un problema che riguarda l’intero sistema dei collegamenti tra Italia e Francia. Un previsione del prossimo periodo di chiusura del traforo del Monte Bianco previsto per il 2026, è necessario avviare un tavolo di confronto tra il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, le società concessionarie dei Trafori del Frejus e del Monte Bianco e delle autostrade di adduzione, con le Associazioni di categoria dell’autotrasporto, per individuare ogni soluzione possibile per prevenire ed alleviare i disagi causati dalle chiusure al traffico per i lavori di manutenzione straordinaria di queste infrastrutture strategiche per il Paese.



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