Dopo il confronto tra il Governo e le associazioni dell’autotrasporto tenutosi a Palazzo Chigi, che ha portato alla sospensione del fermo nazionale dei servizi, il Presidente di FAI Torino e Vicepresidente Nazionale FAI con delega all’intermodalità, Enzo Pompilio D’Alicandro, esprime una valutazione positiva sull’accordo raggiunto, definendolo il miglior risultato possibile nell’attuale contesto economico e finanziario del Paese.
Secondo Pompilio, le misure ottenute rappresentano un sostegno concreto alle imprese del settore e segnano un importante riconoscimento politico e istituzionale della categoria.
Misure concrete per le imprese
Tra i punti principali dell’accordo figurano:
✔ Credito d’imposta per circa 300 milioni di euro a sostegno delle imprese del comparto
✔ Riduzione dei tempi di rimborso delle accise, con compensazione entro 30 giorni dalla domanda anziché 60
✔ Possibilità di dilazione del pagamento delle imposte
✔ Revisione parziale del provvedimento sulle accise alla pompa, con maggiore attenzione verso le aziende che hanno investito in mezzi più moderni e meno inquinanti.
“Si tratta di interventi immediatamente operativi e inseriti nel decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri – sottolinea Pompilio – misure tangibili che danno una risposta concreta alle esigenze delle imprese”.
Il fermo dei servizi: una scelta complessa
Sul tema della sospensione del fermo nazionale, Pompilio è netto:
“Ottenere di più sarebbe stato impossibile. Nelle condizioni economiche attuali, il Governo non aveva ulteriori margini di manovra”.
Il Presidente di FAI Torino evidenzia inoltre come il fermo dei servizi sia oggi uno strumento estremamente complesso, costoso per le imprese e difficile da attuare in un sistema logistico sempre più integrato e delicato.
“Il moderno sistema della logistica e dei trasporti – spiega – impone senso di responsabilità ed equilibrio. Il fermo deve restare l’ultima opzione possibile”.
Il ritorno del dialogo con Palazzo Chigi
Uno degli aspetti più significativi dell’intesa, secondo Pompilio, riguarda il valore politico del confronto diretto tra il settore e il Governo.
Il ritorno del tavolo di dialogo a Palazzo Chigi, con la partecipazione della Presidenza del Consiglio e dei Ministeri competenti, rappresenta infatti un passaggio storico per il comparto dell’autotrasporto.
“Nel 2026 il Governo italiano ha riconosciuto alla categoria degli autotrasportatori la dignità di essere ascoltata e di confrontarsi direttamente con l’intero Esecutivo”, afferma Pompilio.
Centrale il ruolo della Consulta dell’Autotrasporto
Grande importanza viene attribuita anche alla riattivazione della Consulta dell’Autotrasporto, considerata un luogo stabile di confronto per affrontare le grandi sfide del settore: dalla crisi energetica al costo del carburante, fino ai dossier strategici legati a infrastrutture, logistica e competitività.
Per FAI Torino e per tutta la Federazione, il lavoro continuerà nelle prossime settimane con l’obiettivo di consolidare i risultati ottenuti e proseguire il dialogo istituzionale a tutela delle imprese associate.
Il contributo di FAI Torino alla vertenza
Nel corso della mobilitazione, FAI Torino ha svolto un ruolo attivo attraverso assemblee territoriali, incontri con le imprese associate e confronti con esponenti politici locali.
“A Torino – conclude Pompilio – abbiamo lavorato insieme alle FAI di Cuneo e Alessandria, incontrando rappresentanti istituzionali e sensibilizzando il Governo sulle difficoltà vissute dalle imprese del territorio e sulle specificità del sistema logistico piemontese”.



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